gatto appeso ai maroni


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ognuno ha un gatto di cui liberarsi.

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fuori le unghie!
vi siete appesi *loading* volte



29/01/2005
 





In the city there's a thousand things I want to say to you
But whenever I approach you, you make me look a fool
I wanna say, I wanna tell you
About the young ideas
But you turn them into fears

In the city there's a thousand faces all shining bright
And those golden faces are under 25
They wanna say, they gonna tell ya
About the young idea
You better listen now you've said your bit-a

And I know what you're thinking
You still think I am crap
But you'd better listen man
Because the kids know where it's at

In the city there's a thousand men in uniforms
And I've heard they now have the right to kill a man
We wanna say, we gonna tell ya
About the young idea
And if it don't work, at least we said we've tried

In the city, in the city
In the city there's a thousand things I want to say to you

In the city - Paul Weller, the Jam



Io non lo so se erano stronzate,
ma erano le mie stronzate.
E le ho viste, volute e vissute tutte.









appeso da lavinza | 16:47 | commenti (54)


26/01/2005
 







Non voglio dimenticare.





appeso da lavinza | 14:57 | commenti (79)


25/01/2005
 



Con oltre 100 milioni di euro di fatturato all'anno, la mafia è l'azienda italiana più fiorente.





E se si stancassero del vecchio stivale e spostassero la loro attività in Cina, o in Indonesia?



appeso da lavinza | 15:40 | commenti (32)


20/01/2005
 

 

L'onda lunga del maremoto.




Si allunga la lista dei danni dello tsunami in Sri Lanka: è di queste ore infatti, la notizia che l'Italia si sarebbe impegnata nella realizzazione di migliaia di alloggi per i singalesi rimasti senza tetto.



Per una volta abbiamo sbaragliato la concorrenza internazionale. Troppo forte il nostro know-how edilizio, maturato sui chilometri di litorale italiano, dalle coste pugliesi a quelle sarde, più sorvegliate e messe sotto segreto di stato.

"L'Italia costruirà tante case", afferma il nostro ministro degli Esteri.

Le vedo già crescere come in un monopoli infinito.



appeso da lavinza | 13:00 | commenti (111)


19/01/2005
 

 

FAMIGLIA SALVA PER MIAGOLIO DEL GATTO.






Leggo da Repubblica.it "Svegliato dagli insistenti miagolii del suo gatto e' riuscito a spegnere le fiamme che stavano bruciando la porta blindata dell'appartamento... E' successo questa notte, a Milano."

Eletto eroe del giorno.


appeso da lavinza | 15:42 | commenti (16)


18/01/2005
 

 


Che vi venga la febbre.





Perché sennò come potreste vedere l’abiezione pomeridiana di programmi tv come “Uomini e donne�

Quattro donne fonate, e mechate, praticamente schiave dello sceicco di turno, il mandrillo Giuseppe, palestrato con orologio da polso che sarebbe grande anche per la piazza principale di una città.

Lui può offrire il trono a una di loro. Il trono, capite? Che harem penoso.

Lui ha le gambe piegate come una balestra e questo gli conferisce quella camminata, patetica, di Totò le Mokò.

Lui che prima bacia una, poi bacia l’altra davanti alle corteggiatrici. O che baciandole, divide prima con una e poi con l’altra un pezzo di torta alla crema. E se a loro non sta bene, lui può decidere di mandarle via e di sostituirle con altre più “morbideâ€.

Tutte portano sul volto i segni profondi di troppe lampade e forse di troppi anni.

Luci bianche da studio, impietose con le pelli imperfette, piene di brufoli sottopelle. Arredamenti che neanche aiazzone dei bei tempi. Vino versato in bicchieri bassi e larghi con tanto di piedistallo blu.

Unghie fatte e rifatte. Tutte stivalate e taccate, tutte vestite di nero come la sorella de zoro. Vestiti che anche sui vialoni di Milano sarebbero osé. “Da bagasce†direbbero a Zena. Ma lì sono dei provinciali.

Litigi e pianti.
“Tu a me questo non lo dici. Tu lo dici a tua sorella."
"Ti spacco la sedia in testa."
"Provaci se ne hai il coraggio. Dai provaci."
"Io ho una mia dignità…â€


Già, una dignità.

Applauso in studio di un pubblico rubato al mercato comunale e l’inconfondibile voce baritonale della moglie di Costanzo.

E telepromozione, manco a dirlo, di materassi.
Proprio là dove andranno a copulare questi elementi bacati, questo spurgo di cervelli, queste deiezioni di maiali.

appeso da lavinza | 16:23 | commenti (24)


17/01/2005
 






Il signor B. serve ai tavoli di un bellissimo ristorante fiorentino. Ci sono più foto di stelle del rock sui muri di un qualsiasi numero di Rolling Stone. E i tavoli in questi giorni sono pieni di stranieri arrivati per Pitti.

E' albanese. Vola tra i tavoli. Sorride spesso e volentieri. E' più capace di qualsiasi italiano che lavori lì dentro.

E' ateo. Perché durante il comunismo, il primo giorno di scuola gli dissero come buongiorno: "Dio non esiste!"
Ma allora ha ragione l'altro signor B. quello che parla della sinistra come morte e distruzione.

Però questo non gli ha evitato di andarsi a leggere la Bibbia. Così, per sapere. Il Corano, quello no, non ce l'ha fatta.
Ora andrà negli USA, a San Francisco, o a New York, deve ancora decidere.
Ma era a questi che dovevamo spezzare le reni? Boh.

Parlare con lui mi ha fatto mandare giù con più leggerezza una fiorentina alta così.


appeso da lavinza | 17:41 | commenti (27)


14/01/2005
 



 


Per ultimo viene il corvo.


Dopo l'onda sono arrivati i reporter. E dopo i reporter, i turisti. E dopo i turisti, gli sms per le popolazioni colpite dalla tragedia. Poi dal mare sono arrivati i corpi. Martoriati. A brandelli.
Ai turisti che chiedevano un intervento per quei poveri resti, veniva risposto: "Ci penseranno i corvi".
Sono partito prima di vederlo. Ma penso che se fossi stato là, non ce l'avrei fatta.


appeso da lavinza | 15:37 | commenti (21)


08/01/2005
 

 


Sull'altare. Nella polvere.


“Puoi farmi un favore, Pete? Quando non ci sarò più?â€
“Certoâ€.
“Spargi i pezzi del mio corpo, e proclama sacri i luoghi in cui li seppellisciâ€.
Le macchine cominciarono a muoversi, i fili a tendersi.
“Non lo so, Jimâ€, risposi. “Mi sa che sarebbe un lavoraccioâ€.
“Ti prego, Peteâ€.
“Non lo so...â€
“Ti pregoâ€.
“E va bene, va bene. Lo faròâ€.


Questo senso di annoiato sforzo, di fastidio, una promessa strappata da un condannato a una morte orrenda al protagonista del libro, Pete Robinson: una ironia graffiante, amara, che dicono della società americana, ma io dico di tutti noi. Un cinismo che va giù come varichina, ci lascia senza fiato. Il tutto scritto con sapiente maestria. E tradotto, bisogna dirlo, con altrettanta. Una bellissima lettura. Un crescendo, nell'abisso.




Delusione invece per Amnesia Moon di Lethem. Le grandi intuizioni dell'autore, la sua sconfinata visionarietà, gli scenari mentali di una società post-atomica, la ricerca di una propria memoria dopo una catastrofe planetaria, si trascinano stancamente, in alcuni momenti banalmente, forse complice una traduzione stanca.
Qualcuno mi ha detto "con un titolo simile non l'avrei nemmeno comprato". Beh, non sarei così catastrofico, ma in alcuni momenti mi sembrava di leggere un Urania.


appeso da lavinza | 16:34 | commenti (39)


04/01/2005
 




Che cosa ci vuole dire?


Nel grande dipinto appeso nel centro ayurveda e' raffigurato un enorme albero.

Il suo tronco divide proprio a meta' lo spazio, in due parti speculari.

Ai piedi dell'albero, stanno seduti sette saggi disposti uno di fronte all'altro.

Sono perfetti. Portano i capelli raccolti, collana e orecchini.

Siedono su un morbido letto di erba, all'ombra dell'enorme chioma fiorita, che si estende a destra e a sinistra del dipinto.

Alle loro spalle, due uomini e due donne portano ai saggi un vaso di terracotta, un vassoio di metallo, un coccio e una maschera, sicuramente raffigurante un dio.

Un enorme lago si estende oltre l'albero. Il suo perimetro e' adornato di pietre tonde bianche e nere.

Fiori di loto e ninfee galleggiano nell'acqua ferma.

Sullo sfondo, nove montagne chiudono quasi del tutto l'orizzonte, senza dare nessun effetto di prospettiva.

Questo disegno lo guardo da almeno otto giorni sorseggiando un tender coconut.

Una scena immobile, studiata come una rappresentazione teatrale mi fa pensare a una cosa.

Ora arriva un'onda e li sommerge tutti.



Riuscite a capire cosa voglio dire? Da questa parte si corre si corre si corre.

Dall'altra si medita si medita si medita.

Poi la realta' interviene e ci va giu' pesante.



appeso da lavinza | 19:36 | commenti (27)


02/01/2005
 

 

ANNO NUOVO.

Suona la sveglia. Apri gli occhi. Ti alzi anche se non ne avresti per niente voglia.

Ti prepari, ti vesti, esci di casa. Niente colazione, troppo tardi.

Ti infili in auto. Stai in coda. Guardi nelle altre auto. Tanti pesci che boccheggiano dentro il proprio acquario personale. Grande cosa il vivavoce.

Arrivi in ufficio. Noti con disappunto che e' sempre piu' tardi. Qualche malvagio troll nella notte allunga la strada tra te e il lavoro. Deve essere per forza cosi'. Fai partire il computer. Accompagni il suono di avvio doppiandolo con la bocca. Pavlov avrebbe qualcosa da dire.

Ecco i colleghi: caffe', secondo caffe', terzo caffe', mal di stomaco. Propositi per il nuovo anno: d'ora in poi solo caffe' d'orzo.

Poi. Lavoro, lavoro, lavoro. Attaccato al video. Buona giornata. Non avrai neanche il tempo per organizzare il tuo tempo una volta fuori di qui.

"To go against the nature, they call it civilization."

E' questo cio' che dice il mio maestro di yoga. Lo dice sorridendo, come uno che la sa lunga. Ha un nome impronunciabile, ma un corpo che si flette come un legno di frassino: incredibile anche se di anni ne avesse venti. Invece ne ha settantasei.

Si sveglia alle tre e mezza di notte. Si lava, fa meditazione, fa gli esercizi di yoga. Poi prende l'autobus e in due ore arriva qui, fresco fresco a fare yoga a tipi come me, oggi eccezionalmente indosso la mitica t-shirt con il logo ATARI. Andiamo bene. Naomi Klein non sarebbe per niente fiera di me. Me ne faro' una ragione.

Lui invece mi sorride. Mi dice che vado molto meglio oggi. Da zero a cento in pochi giorni.

In alcune parti dell'India pensano che quattro elefanti reggano la terra. In Giappone credono che sia un pesce. In alcune parti dell'Indonesia, un serpente. Quando questi animali si muovono, si genera un terremoto. Semplice.

Mica tanto. Perche' tutti sappiamo che e' la natura ad assestare i colpi che ci lasciano in ginocchio. Lo fa senza pensarci troppo, complice un dio che a ogni latitudine lascia fare. Che siano tsunami, o la nostra vita di tutti i giorni.

"To go against the nature, they call it civilization."

Dai, cosi'. Da bravo. La posizione del mezzo fiore di loto. Si' oggi sei molto migliorato.

appeso da lavinza | 08:10 | commenti (28)